| II. Capítulo XLIX. De lo que le sucedió a Sancho Panza rondando su ínsula. | CAPITOLO XLIX NARRASI CIÒ CHE AVVENNE A SANCIO PANCIA VISITANDO LA SUA ISOLA. |
| Dejamos al gran gobernador enojado y mohíno con el labrador pintor y socarrón, el cual, industriado del mayordomo, y el mayordomo del duque, se burlaban de Sancho; pero él se las tenía tiesas a todos, maguera tonto, bronco y rollizo, y dijo a los que con él estaban, y al doctor Pedro Recio, que, como se acabó el secreto de la carta del duque, había vuelto a entrar en la sala. | Noi abbiamo lasciato il gran governatore molto irritato e malcontento per causa del contadino impostore e imbroglione, il quale era indettato dal maggiordomo e questi dal duca per darsi buon tempo alle spalle del povero Sancio. Egli però non lasciavasi vincere da alcuno, tuttoché rozzo, zotico e grossolano; e così disse a quelli ch'erano seco e al dottore Pietro Rezio, il quale (come ebbe fine il segreto della lettera del duca) era tornato in sala. |
| -Ahora verdaderamente que entiendo que los jueces y gobernadores deben de ser, o han de ser, de bronce, para no sentir las importunidades de los negociantes, que a todas horas y a todos tiempos quieren que los escuchen y despachen, atendiendo sólo a su negocio, venga lo que viniere; y si el pobre del juez no los escucha y despacha, o porque no puede o porque no es aquél el tiempo diputado para darles audiencia, luego les maldicen y murmuran, y les roen los huesos, y aun les deslindan los linajes. Negociante necio, negociante mentecato, no te apresures; espera sazón y coyuntura para negociar no vengas a la hora del comer ni a la del dormir, que los jueces son de carne y de hueso y han de dar a la naturaleza lo que naturalmente les pide, si no es yo, que no le doy de comer a la mía, merced al señor doctor Pedro Recio Tirteafuera, que está delante, que quiere que muera de hambre, y afirma que esta muerte es vida, que así se la dé Dios a él y a todos los de su ralea digo, a la de los malos médicos, que la de los buenos, palmas y lauros merecen. | — Ora sì, che sono veramente in istato di poter concludere che i giudici e i governatori sono, o debbono essere di bronzo per non sentire le importunità dei negozianti, che ad ogni ora e in ogni tempo, pensando solo al proprio vantaggio, vogliono essere uditi e sbrigati, nasca quello che sa nascere; che se il povero giudice non li ascolta e disbriga, o perché non può o perché non è opportuno il tempo di dar loro udienza, tosto lo maledicono, mormorano, gli tagliano i panni addosso e vanno dissotterrando e scardassando le sue genealogie. O negoziante sciocco, negoziante scimunito, non ti affrettare tanto, attendi che il tempo e le circostanze ti offrano comodità di fare negozi: non presentarti all'ora del pranzo né a quelle del dormire, che i giudici sono di carne e ossa, e debbono anch'essi concedere alla natura quello che essa esige. Ben è vero che io non do alla mia il suo bisogno per cagione del signor dottore Pietro Rezio Tiratinfuora che mi sta dinanzi, il quale vorrebbe farmi morir di fame ostinandosi a dire che questa morte è vita; e così sia per lui e per tutti quelli della sue razza: e ripeto che intendo dei cattivi medici, che quanto ai buoni si può riserbar loro una palma.» |
| Todos los que conocían a Sancho Panza se admiraban, oyéndole hablar tan elegantemente, y no sabían a qué atribuirlo, sino a que los oficios y cargos graves, o adoban o entorpecen los entendimientos. Finalmente, el doctor Pedro Recio Agüero de Tirteafuera prometió de darle de cenar aquella noche, aunque excediese de todos los aforismos de Hipócrates. Con esto quedó contento el gobernador, y esperaba con grande ansia llegase la noche y la hora de cenar; y, aunque el tiempo, al parecer suyo, se estaba quedo, sin moverse de un lugar, todavía se llegó por él el tanto deseado, donde le dieron de cenar un salpicón de vaca con cebolla, y unas manos cocidas de ternera algo entrada en días. Entregóse en todo con más gusto que si le hubieran dado francolines de Milán, faisanes de Roma, ternera de Sorrento, perdices de Morón, o gansos de Lavajos; y, entre la cena, volviéndose al doctor, le dijo. | Restavano ammirati tutti quelli che conoscevano Sancio Pancia udendo sì spiritosamente parlare, né sapevano altro pensare se non che gli uffizi e le cariche di somma importanza raddrizzano o storpiano l'umano intendimento. Finalmente il dottore Pietro Rezio Agurio di Tiratinfuora promise di apprestargli per quella sera la cena, quantunque con ciò trasgredisse le regole ed i precetti degli aforismi tutti d'Ippocrate. Questa promessa soddisfece il governatore, che molto ansioso attendeva la sera e l'ora del refiziarsi: e tuttoché a parer suo il tempo se ne stesse immobile senza scorrere pur un minuto, contuttociò arrivò finalmente il punto tanto da lui bramato nel quale gli apparecchiarono un piccatiglio o carne battuta di vacca con cipolle e con un paio di zampe di vitella attempata. Egli vi si buttò addosso con maggior gusto che se gli avessero dato francolini di Milano, fagiani di Roma, vitelle di Sorrento, pernici di Morone o paperi di Lavascios. Mentre stava cenando, voltandosi al dottore, gli disse: |
| -Mirad, señor doctor de aquí adelante no os curéis de darme a comer cosas regaladas ni manjares esquisitos, porque será sacar a mi estómago de sus quicios, el cual está acostumbrado a cabra, a vaca, a tocino, a cecina, a nabos y a cebollas; y, si acaso le dan otros manjares de palacio, los recibe con melindre, y algunas veces con asco. Lo que el maestresala puede hacer es traerme estas que llaman ollas podridas, que mientras más podridas son, mejor huelen, y en ellas puede embaular y encerrar todo lo que él quisiere, como sea de comer, que yo se lo agradeceré y se lo pagaré algún día; y no se burle nadie conmigo, porque o somos o no somos vivamos todos y comamos en buena paz compaña, pues, cuando Dios amanece, para todos amanece. Yo gobernaré esta ínsula sin perdonar derecho ni llevar cohecho, y todo el mundo traiga el ojo alerta y mire por el virote, porque les hago saber que el diablo está en Cantillana, y que, si me dan ocasión, han de ver maravillas. No, sino haceos miel, y comeros han moscas. | — Avvertite, signor dottore, di non lasciarvi d'ora innanzi cadere in mente di somministrarmi né vivande delicate né squisiti manicaretti; perché sarebbe uno stravolgere il mio stomaco accostumato a nutrirsi di capra, di bue, di prosciutto, di carne salata, di rape e di cipolle. Il volermi costringere a cibi e vivande signorili egli è rendermi schizzinoso e produrmi anche la nausea. Tutto ciò che può fare lo scalco si è di presentarmi di quelle che si chiamano olle podride, che quanto più sono podride tanto meglio per me; ed in esse può frammischiare tutto ciò che vuole, purché sia cosa da mangiare, che io gliene avrò obbligo, e potrà essere che un dì o l'altro io lo ricompensi. E nessuno burli con me perché o siamo o non siamo governatori: viviamo pure tutti e mangiamo in santa pace e in ottima compagnia, che quando Iddio manda il sole lo manda per ognuno. Io governo quest'isola senza perdere quel diritto che mi si compete e senza pigliare più di quello che mi si appartiene: ora ognuno stiasi in cervello, e abbia occhi in testa, perché io gli fo sapere che il diavolo è sottile, e che se sarò provocato farò vedere cose di stupore; che non si ha a fare il miele perché venga mangiato dalle mosche. |
| -Por cierto, señor gobernador -dijo el maestresala-, que vuesa merced tiene mucha razón en cuanto ha dicho, y que yo ofrezco en nombre de todos los insulanos desta ínsula que han de servir a vuestra merced con toda puntualidad, amor y benevolencia, porque el suave modo de gobernar que en estos principios vuesa merced ha dado no les da lugar de hacer ni de pensar cosa que en deservicio de vuesa merced redunde. | — Per certo, signor governatore, disse lo scalco, vossignoria ha tutta la ragione in ciò che dice; ed io guarentisco in nome di tutti gli abitatori di quest'isola che obbediranno a vossignoria con ogni puntualità e amore e benevolenza, perché il soave modo di governare che la signoria vostra ha mostrato in questi primordii, non dà luogo di fare o pensare cosa che ridondi in di lei mal servigio. |
| -Yo lo creo -respondió Sancho-, y serían ellos unos necios si otra cosa hiciesen o pensasen. Y vuelvo a decir que se tenga cuenta con mi sustento y con el de mi rucio, que es lo que en este negocio importa y hace más al caso; y, en siendo hora, vamos a rondar, que es mi intención limpiar esta ínsula de todo género de inmundicia y de gente vagamunda, holgazanes, y mal entretenida; porque quiero que sepáis, amigos, que la gente baldía y perezosa es en la república lo mesmo que los zánganos en las colmenas, que se comen la miel que las trabajadoras abejas hacen. Pienso favorecer a los labradores, guardar sus preeminencias a los hidalgos, premiar los virtuosos y, sobre todo, tener respeto a la religión y a la honra de los religiosos. ¿Qué os parece desto, amigos? ¿Digo algo, o quiébrome la cabeza. | — Lo credo bene, rispose Sancio: e sarebbero una mano d'ignoranti se pensassero ed operassero diversamente: ripeto che abbiasi cura del mio sostentamento e di quello del mio leardo, ch'è ciò che più m'importa e fa più al caso mio; e se adesso è l'ora a proposito andiamo a rondare: giacché è mia intenzione di tener monda quest'isola da ogni genere di sozzure e di gente vagabonda, scioperata ed oziosa. Voglio che sappiate, amici miei, che la gente raminga o infingarda è nelle repubbliche come le cattive api negli alveari, che mangiano il miele lavorato dalle pecchie industriose. Io poi nel mio governo voglio aiutare i contadini, mantener intatti ai cittadini i loro privilegi, premiare i virtuosi, rispettare la religione, onorare i suoi ministri. Che vi pare, o amici di questi miei proponimenti? Se sono buoni, credete voi che gitterò la lisciva e il sapone? |
| -Dice tanto vuesa merced, señor gobernador -dijo el mayordomo-, que estoy admirado de ver que un hombre tan sin letras como vuesa merced, que, a lo que creo, no tiene ninguna, diga tales y tantas cosas llenas de sentencias y de avisos, tan fuera de todo aquello que del ingenio de vuesa merced esperaban los que nos enviaron y los que aquí venimos. Cada día se veen cosas nuevas en el mundo las burlas se vuelven en veras y los burladores se hallan burlados. | — Vossignoria parla con tanto criterio, disse il maggiordomo, che pare impossibile che da un uomo che non sa leggere né scrivere possano scappar fuori sentenze e avvertimenti sì diversi da ciò che si aspettavano quelli che ci hanno mandato qua, e noi altri che ci siamo venuti. Ogni dì si vedono cose nuove nel mondo; le burle si convertono in verità, gl'ingannatori si trovano ingannati.» |
| Llegó la noche, y cenó el gobernador, con licencia del señor doctor Recio. Aderezáronse de ronda; salió con el mayordomo, secretario y maestresala, y el coronista que tenía cuidado de poner en memoria sus hechos, y alguaciles y escribanos, tantos que podían formar un mediano escuadrón. Iba Sancho en medio, con su vara, que no había más que ver, y pocas calles andadas del lugar, sintieron ruido de cuchilladas; acudieron allá, y hallaron que eran dos solos hombres los que reñían, los cuales, viendo venir a la justicia, se estuvieron quedos; y el uno dellos dijo. | Giunse la notte, ed il governatore cenò con licenza del signor dottore Rezio. Allestita poi ogni cosa per la visita dell'isola, uscì egli accompagnato dal maggiordomo, dal segretario, dallo scalco e dall'istorico che aveva la cura di registrare tutte le sue gesta. Lo seguitarono pure gli sgherri, e notai in tanto numero che potea formarsene uno squadrone. Camminava Sancio nel mezzo colla bacchetta del comando in mano, che era un contento il vederlo; e scorse ch'ebbero poche strade della Terra, udirono un fracasso di gente che quistionava. Volarono subito a quel luogo, e trovarono due uomini a duello, i quali, vedendosi sorpresi dalla giustizia, non si mossero, ma uno di loro si fece a dire: |
| -¡Aquí de Dios y del rey! ¿Cómo y que se ha de sufrir que roben en poblado en este pueblo, y que salga a saltear en él en la mitad de las calles. | — Ognuno stia quieto; come si ha a tollerare che in questo paese i ladri rubino di bello mezzogiorno, ed escano ad assassinare in mezzo alla pubblica strada? |
| -Sosegaos, hombre de bien -dijo Sancho-, y contadme qué es la causa desta pendencia, que yo soy el gobernador. | — Fermatevi, galantuomo, disse Sancio, e raccontatemi il motivo di questa contesa, ché io sono governatore.» |
| El otro contrario dijo. | L'uno dei due disse: |
| -Señor gobernador, yo la diré con toda brevedad. Vuestra merced sabrá que este gentilhombre acaba de ganar ahora en esta casa de juego que está aquí frontero más de mil reales, y sabe Dios cómo; y, hallándome yo presente, juzgué más de una suerte dudosa en su favor, contra todo aquello que me dictaba la conciencia; alzóse con la ganancia, y, cuando esperaba que me había de dar algún escudo, por lo menos, de barato, como es uso y costumbre darle a los hombres principales como yo, que estamos asistentes para bien y mal pasar, y para apoyar sinrazones y evitar pendencias, él embolsó su dinero y se salió de la casa. Yo vine despechado tras él, y con buenas y corteses palabras le he pedido que me diese siquiera ocho reales, pues sabe que yo soy hombre honrado y que no tengo oficio ni beneficio, porque mis padres no me le enseñaron ni me le dejaron, y el socarrón, que no es más ladrón que Caco, ni más fullero que Andradilla, no quería darme más de cuatro reales; ¡porque vea vuestra merced, señor gobernador, qué poca vergüenza y qué poca conciencia! Pero a fee que, si vuesa merced no llegara, que yo le hiciera vomitar la ganancia, y que había de saber con cuántas entraba la romana. | — Signor governatore, gliela conterò io e alle brevi: saprà vossignoria che costui ha vinto, poco fa, nella casa di bisca che sta qui dirimpetto, più di mille reali, e chi sa in che maniera; e trovandomi io presente ho giudicato più di un punto dubbioso in suo favore contro a tutto quello che mi dettava la coscienza. Vedendo egli di aver fatto un buon guadagno si alzò per andarsene quando io mi aspettava qualche premio dovuto alle persone autorevoli come sono io, e che stanno al bene e al male per aiutare i torti ed evitare le liti; ma egli intascò i suoi danari e uscì di casa. Io gli tenni dietro subito, e con buone e cortesi parole gli chiesi che mi desse almeno otto reali sapendo che io sono persona onorata, e che non ho arte né parte; perché i miei non me l'hanno insegnate; ma il birbante, che non è manco ladro di Caco né manco mariuolo di Andadiglia, non voleva darmi più di quattro reali; sicché noti, signor governatore, che razza di coscienza ha costui: ma certo che se non arrivava qua vossignoria io gli avrei fatto vomitare il guadagno, e gli avrei insegnato il modo di procedere coi miei pari. |
| -¿Qué decís vos a esto? -preguntó Sancho. | — E voi che ne dite? domando Sancio all'altro. |
| Y el otro respondió que era verdad cuanto su contrario decía, y no había querido darle más de cuatro reales porque se los daba muchas veces; y los que esperan barato han de ser comedidos y tomar con rostro alegre lo que les dieren, sin ponerse en cuentas con los gananciosos, si ya no supiesen de cierto que son fulleros y que lo que ganan es mal ganado; y que, para señal que él era hombre de bien y no ladrón, como decía, ninguna había mayor que el no haberle querido dar nada; que siempre los fulleros son tributarios de los mirones que los conocen. | E questi rispose ch'era vero quanto il suo avversario diceva, ma che non gli aveva offerto se non quattro reali, perché spesso gliene dava altrettanti, e quelli che stanno sulle vincite debbono essere facili e corrivi, e pigliare con viso allegro quanto viene dato loro senza mettersi in lizza con coloro che giuocano, quando non sappiano con certezza che sono barattieri, e che il guadagno è male acquistato. A prova poi ch'egli era onest'uomo, e non ladro, come diceva colui, gli pareva di non dovergli dar nulla; ché sempre i mariuoli sono tributarii degli speculatori di questa razza. |
| -Así es -dijo el mayordomo-. Vea vuestra merced, señor gobernador, qué es lo que se ha de hacer destos hombres. | — E la cosa è per appunto così, disse il maggiordomo, sicché la signoria vostra, signor governatore, decida ciò che si dee fare di questi uomini. |
| -Lo que se ha de hacer es esto -respondió Sancho- vos, ganancioso, bueno, o malo, o indiferente, dad luego a este vuestro acuchillador cien reales, y más, habéis de desembolsar treinta para los pobres de la cárcel; y vos, que no tenéis oficio ni beneficio y andáis de nones en esta ínsula, tomad luego esos cien reales, y mañana en todo el día salid desta ínsula desterrado por diez años, so pena, si lo quebrantáredes, los cumpláis en la otra vida, colgándoos yo de una picota, o, a lo menos, el verdugo por mi mandado; y ninguno me replique, que le asentaré la mano. | — Ecco quello che si dee fare disse Sancio; voi che avete vinto, siate pure di buona o di cattiva fede, o indifferente, pagate subito a questo vostro avversario cento reali, e di più vi condanno a sborsarne trenta a vantaggio dei poveri che stanno in carcere; e voi che non avete arte né parte, e andate a zonzo per quest'isola, siate bandito e per tutto dimani fate di andarne fuori senza potere più tornare per dieci anni, sotto pena che se rompete il confine abbiate da finirlo all'altra vita; perché io vi farò mettere alla berlina, e poi vi consegnerò al boia io medesimo: e nessuno zittisca, altrimenti saprò punirlo col rigore delle leggi. |
| Desembolsó el uno, recibió el otro, éste se salió de la ínsula, y aquél se fue a su casa, y el gobernador quedó diciendo. | L'uno contò il denaro, l'altro lo ricevette; partì questi dall'isola, tornossi quello a casa sua, e il governatore restò quivi dicendo: |
| -Ahora, yo podré poco, o quitaré estas casas de juego, que a mí se me trasluce que son muy perjudiciales. | — O io non ho facoltà, o se la ho, voglio distrutte queste case di giuoco, le quali, per quanto vado conoscendo, sono assai pregiudichevoli. |
| -Ésta, a lo menos -dijo un escribano-, no la podrá vuesa merced quitar, porque la tiene un gran personaje, y más es sin comparación lo que él pierde al año que lo que saca de los naipes. Contra otros garitos de menor cantía podrá vuestra merced mostrar su poder, que son los que más daño hacen y más insolencias encubren; que en las casas de los caballeros principales y de los señores no se atreven los famosos fulleros a usar de sus tretas; y, pues el vicio del juego se ha vuelto en ejercicio común, mejor es que se juegue en casas principales que no en la de algún oficial, donde cogen a un desdichado de media noche abajo y le desuellan vivo. | — Quella però in cui furono questi galantuomini, disse allora un notaio, non potrà farla dimettere, mentre n'è proprietario un gran signore, ed è senza paragone molto più quello che egli perde in capo all'anno che quello che egli guadagna. Vossignoria potrà mostrare la sua autorità contro i perdigiorno di vile razza plebea, ch'è quella che fa maggior danno ed è più scostumata, ma non contro le persone di grado distinto fra cui i famosi mariuoli non osano di mettere in campo le loro trame. E poiché il giuoco si è convertito in un esercizio comune, è meglio che segua nelle case ragguardevoli piuttostoché in quelle di qualche artigiano dove acchiappano l'incauto da mezzanotte in giù, e lo scorticano. |
| -Agora, escribano -dijo Sancho-, yo sé que hay mucho que decir en eso. | — Notaio mio, disse Sancio, molto ci sarebbe da dire su questo proposito.» |
| Y, en esto, llegó un corchete que traía asido a un mozo, y dijo. | Arrivò intanto uno sgherro che conduceva legato un giovane, e disse: |
| -Señor gobernador, este mancebo venía hacia nosotros, y, así como columbró la justicia, volvió las espaldas y comenzó a correr como un gamo, señal que debe de ser algún delincuente. Yo partí tras él, y, si no fuera porque tropezó y cayó, no le alcanzara jamás. | — Signor governatore, costui se n'andava per la strada medesima da noi battuta; ma non iscorse appena la giustizia che voltò le spalle, e si diede a fuggir come un daino: segno ch'è qualche delinquente. Io l'ho inseguito, e se non fosse ch'egli inciampò e cadde, non l'avrei raggiunto mai più. |
| -¿Por qué huías, hombre? -preguntó Sancho. | — E perché fuggivi tu, galantuomo? dimandò Sancio. |
| A lo que el mozo respondió. | — Per sottrarmi, questi rispose, |
| -Señor, por escusar de responder a las muchas preguntas que las justicias hacen. | alle perquisizioni che suole fare la giustizia. |
| -¿Qué oficio tienes. | — Quale è la tua professione? |
| -Tejedor. | — Il tessitore. |
| -¿Y qué tejes. | — E che vai tessendo? |
| -Hierros de lanzas, con licencia buena de vuestra merced. | — Ferri di lancia, con buona licenza di vossignoria. |
| -¿Graciosico me sois? ¿De chocarrero os picáis? ¡Está bien! Y ¿adónde íbades ahora. | — Oh sei grazioso! e' ti piace di fare il buffone: va bene: e dove andavi adesso? |
| -Señor, a tomar el aire. | — A pigliare un po' d'aria fresca, o signore. |
| -Y ¿adónde se toma el aire en esta ínsula. | — E dove si piglia in quest'isola? |
| -Adonde sopla. | — Dove soffia. |
| -¡Bueno respondéis muy a propósito! Discreto sois, mancebo; pero haced cuenta que yo soy el aire, y que os soplo en popa, y os encamino a la cárcel. ¡Asilde, hola, y llevadle, que yo haré que duerma allí sin aire esta noche. | — Bravo, mio giovinotto: tu rispondi molto a proposito, e si vede che sei giudizioso: fa dunque conto adesso che io sia l'aria che ti soffia in poppa, e però t'incammino e mando alla prigione. Pigliatelo olà, e menatelo via, poiché intendo che in questa notte dorma in luogo che non abbia aria fresca. |
| -¡Par Dios -dijo el mozo-, así me haga vuestra merced dormir en la cárcel como hacerme rey. | — Oh corpo di... tanto potrà vossignoria farmi dormire in prigione come farmi re. |
| -Pues, ¿por qué no te haré yo dormir en la cárcel? -respondió Sancho-. ¿No tengo yo poder para prenderte y soltarte cada y cuando que quisiere. | — E perché non ti potrò io far dormire in prigione? non è forse in arbitrio mio il prenderti e liberarti come e quando mi piace? |
| -Por más poder que vuestra merced tenga -dijo el mozo-, no será bastante para hacerme dormir en la cárcel. | — Per quanto si estenda il suo potere, ella non sarà mai da tanto da farmi dormire in prigione. |
| -¿Cómo que no? -replicó Sancho-. Llevalde luego donde verá por sus ojos el desengaño, aunque más el alcaide quiera usar con él de su interesal liberalidad; que yo le pondré pena de dos mil ducados si te deja salir un paso de la cárcel. | — E come no? menatevelo subito, disse Sancio agli sgherri; e vedremo se io dico da vero o no: e se mai il bargello volesse con costui usare di qualche liberalità per suo interesse, e lo lasciasse fare un passo solo fuori della carcere, pagherà duemila ducati di multa. |
| -Todo eso es cosa de risa -respondió el mozo-. El caso es que no me harán dormir en la cárcel cuantos hoy viven. | — Tutto questo è da ridere disse il giovinotto: il fatto sta che non mi faranno dormire in prigione quanti uomini oggidì vivono al mondo. |
| -Dime, demonio -dijo Sancho-, ¿tienes algún ángel que te saque y que te quite los grillos que te pienso mandar echar. | — Dimmi, demonio, disse Sancio, hai tu forse qualche angelo che te ne cavi e che possa toglierti quelle catene che fo conto di metterti ai piedi? |
| -Ahora, señor gobernador -respondió el mozo con muy buen donaire-, estemos a razón y vengamos al punto. Prosuponga vuestra merced que me manda llevar a la cárcel, y que en ella me echan grillos y cadenas, y que me meten en un calabozo, y se le ponen al alcaide graves penas si me deja salir, y que él lo cumple como se le manda; con todo esto, si yo no quiero dormir, y estarme despierto toda la noche, sin pegar pestaña, ¿será vuestra merced bastante con todo su poder para hacerme dormir, si yo no quiero. | — Signor governatore, rispose subito il giovane con molto buon garbo, mi ascolti, e veniamo al punto; concediamo che la signoria vostra mi faccia condurre in prigione, e che quivi m'incatenino dalla testa ai piedi, e che mi mettano in un carcere sotterraneo, e che sia minacciato il bargello dei più severi gastighi se mi lascia escire fuora e che egli serve fedelmente al comando: ma, domando io, se non ho volontà di dormire, e se mi piace di stare svegliato tutta la notte senza mai chiudere occhio, potrà vossignoria con tutto il suo gran potere fermi dormire? |
| -No, por cierto -dijo el secretario-, y el hombre ha salido con su intención. | — No, certamente, disse il segretario, e quest'uomo ha conseguito il fine che si è proposto. |
| -De modo -dijo Sancho- que no dejaréis de dormir por otra cosa que por vuestra voluntad, y no por contravenir a la mía. | — Di maniera che, disse Sancio, tu non lascerai di dormire per altro che per tua volontà e non per contravvenire alla mia? |
| -No, señor -dijo el mozo-, ni por pienso. | — Signor no, disse il giovane, neppure per sogno. |
| -Pues andad con Dios -dijo Sancho-; idos a dormir a vuestra casa, y Dios os dé buen sueño, que yo no quiero quitárosle; pero aconséjoos que de aquí adelante no os burléis con la justicia, porque toparéis con alguna que os dé con la burla en los cascos. | — Vattene dunque in pace, disse Sancio, va a dormire a casa tua, e il Cielo ti dia buon sonno, che io non voglio frastornarlo; ma ti consiglio di non ischerzare altra volta colla giustizia perché potrai correre rischio che la giustizia ti dia per burla nella testa.» |
| Fuese el mozo, y el gobernador prosiguió con su ronda, y de allí a poco vinieron dos corchetes que traían a un hombre asido, y dijeron | Partì il giovane, ed il governatore proseguì la sua ronda, ed indi a poco si videro due servi di sgherri che si facevano seguitare da un uomo legato. Costoro dissero così: |
| -Señor gobernador, este que parece hombre no lo es, sino mujer, y no fea, que viene vestida en hábito de hombre. | — Signor governatore, quello che vedete qua, che pare un uomo, non lo è già, ma sì bene femmina e non brutta, travestita in abito virile.» |
| Llegáronle a los ojos dos o tres lanternas, a cuyas luces descubrieron un rostro de una mujer, al parecer, de diez y seis o pocos más años, recogidos los cabellos con una redecilla de oro y seda verde, hermosa como mil perlas. Miráronla de arriba abajo, y vieron que venía con unas medias de seda encarnada, con ligas de tafetán blanco y rapacejos de oro y aljófar; los greguescos eran verdes, de tela de oro, y una saltaembarca o ropilla de lo mesmo, suelta, debajo de la cual traía un jubón de tela finísima de oro y blanco, y los zapatos eran blancos y de hombre. No traía espada ceñida, sino una riquísima daga, y en los dedos, muchos y muy buenos anillos. Finalmente, la moza parecía bien a todos, y ninguno la conoció de cuantos la vieron, y los naturales del lugar dijeron que no podían pensar quién fuese, y los consabidores de las burlas que se habían de hacer a Sancho fueron los que más se admiraron, porque aquel suceso y hallazgo no venía ordenado por ellos; y así, estaban dudosos, esperando en qué pararía el caso. | Le accostarono al viso due o tre lanterne, al chiaror delle quali scoprirono una faccia di donna che sembrava contare sedici anni o poco più; avea i capelli raccolti in bella rete d'oro e di seta verde, ed era leggiadra come un sole. La squadrarono dall'alto al basso, e videro che portava un paio di calzette di taffettà bianco, e frangia ricamata di perle minute; i calzoncini erano verdi di tela d'oro, ed aveva ricca e sciolta casacca, sotto alla quale portava il giubbone di finissima tela d'oro e d'argento. Le scarpe erano bianche e da uomo; non aveva cinta spada, ma daga e pugnale bellissimi, e nelle dita molte e nobilissime anella. La giovane piaceva a tutti, ma non era riconosciuta da niuno fra quanti le posero gli occhi addosso e i naturali del paese dichiararono di non saper immaginare chi fosse. Coloro stessi che erano a parte delle burle che dovevansi fare a Sancio, si maravigliarono più degli altri: perché questa nuova apparizione non era stata da essi predisposta, e perciò se ne stavano dubbiosi aspettando di veder che cosa fosse per accadere. |
| Sancho quedó pasmado de la hermosura de la moza, y preguntóle quién era, adónde iba y qué ocasión le había movido para vestirse en aquel hábito. Ella, puestos los ojos en tierra con honestísima vergüenza, respondió. | Sancio restò mezzo fuori di sé per la beltà della giovane, e le chiese chi fosse, dove volesse andare, e quale motivo l'avesse indotta a mentire quegli abiti. Ella fissando gli occhi in terra con onestissimo rossore, rispose; |
| -No puedo, señor, decir tan en público lo que tanto me importaba fuera secreto; una cosa quiero que se entienda que no soy ladrón ni persona facinorosa, sino una doncella desdichada a quien la fuerza de unos celos ha hecho romper el decoro que a la honestidad se debe. | — Non posso, o signore, far palese pubblicamente ciò ch'esige il più geloso segreto, e voglio soltanto che si tenga per fermo che io non sono un ladro, né persona facinorosa, ma sventurata donzella a cui un eccesso di gelosia fece obbliare il decoro dovuto all'onestà.» |
| Oyendo esto el mayordomo, dijo a Sancho. | Ciò udendo il maggiordomo; disse a Sancio, |
| -Haga, señor gobernador, apartar la gente, porque esta señora con menos empacho pueda decir lo que quisiere. | — Faccia, signor governatore, che si apparti la gente, affinché questa signora possa parlare senza arrossire, e liberamente.» |
| Mandólo así el gobernador; apartáronse todos, si no fueron el mayordomo, maestresala y el secretario. Viéndose, pues, solos, la doncella prosiguió diciendo. | Così comandò il governatore, e tutti si ritirarono eccettuati il maggiordomo, lo scalco e il segretario. Ora vedendosi soli, la donzella seguitò dicendo: |
| -« Yo, señores, soy hija de Pedro Pérez Mazorca, arrendador de las lanas deste lugar, el cual suele muchas veces ir en casa de mi padre. | — Io, o signore, sono figlia di Pietro Perez Masorca, affittatore delle lane di questo paese, il quale suole molte volte recarsi in casa del padre mio. |
| -Eso no lleva camino -dijo el mayordomo-, señora, porque yo conozco muy bien a Pedro Pérez y sé que no tiene hijo ninguno, ni varón ni hembra; y más, que decís que es vuestro padre, y luego añadís que suele ir muchas veces en casa de vuestro padre. | — Ciò non ha apparenza di verità, disse il maggiordomo, giacché io pienamente conosco Pietro Perez, e so ch'egli non ha figliuolo alcuno né maschio né femmina: e tanto più che voi dite ch'è vostro padre, e poi aggiungete che suole molte volte recarsi in casa di vostro padre. |
| -Ya yo había dado en ello -dijo Sancho. | — Io già l'avevo notato fra me, disse Sancio. |
| -Ahora, señores, yo estoy turbada, y no sé lo que me digo -respondió la doncella-; pero la verdad es que yo soy hija de Diego de la Llana, que todos vuesas mercedes deben de conocer. | — Signore, io in questo punto, rispose la donzella, sono turbata a segno che non so quello che mi dica, ma verità è che sono figlia di Diego della Gliana, che dee esser noto a quelli che mi ascoltano. |
| -Aún eso lleva camino -respondió el mayordomo-, que yo conozco a Diego de la Llana, y sé que es un hidalgo principal y rico, y que tiene un hijo y una hija, y que después que enviudó no ha habido nadie en todo este lugar que pueda decir que ha visto el rostro de su hija; que la tiene tan encerrada que no da lugar al sol que la vea; y, con todo esto, la fama dice que es en estremo hermosa. | Questo poi è verosimile, soggiunse il maggiordomo, perché so che ha un figlio e una figlia; e dopo che il padre rimase vedovo, non fu in questo paese chi potesse dire di aver veduto in viso la figliuola, tenendola egli custodita sì rigorosamente, che nemmeno il sole la scorge mai; ma ad onta di ciò è fama che sia bella all'estremo. |
| -Así es la verdad -respondió la doncella-, y esa hija soy yo; si la fama miente o no en mi hermosura ya os habréis, señores, desengañado, pues me habéis visto. | — Quanto voi dite è vero, rispose la donzella, e questa figlia sono io; se menzognera o no sia la fama intorno alla mia bellezza, vi sarete accorti, o signori, avendomi ora veduta;» ed in questo cominciò a piangere dirottamente. |
| Y, en esto, comenzó a llorar tiernamente; viendo lo cual el secretario, se llegó al oído del maestresala y le dijo muy paso. | Il segretario alquanto commosso, si fece all'orecchio dello scalco, e gli disse: |
| -Sin duda alguna que a esta pobre doncella le debe de haber sucedido algo de importancia, pues en tal traje, y a tales horas, y siendo tan principal, anda fuera de su casa. | — Debb'essere infallantemente accaduta a questa povera giovane qualche gran disgrazia, poich'essa è uscita di casa sua e sta, contro il decoro della sua nascita, travestita in quel modo e di quest'ora. |
| -No hay dudar en eso -respondió el maestresala-; y más, que esa sospecha la confirman sus lágrimas. | — Certamente, rispose lo scalco; e tanto più questo sospetto è avvalorato dalle sue lagrime,» |
| Sancho la consoló con las mejores razones que él supo, y le pidió que sin temor alguno les dijese lo que le había sucedido; que todos procurarían remediarlo con muchas veras y por todas las vías posibles. | La consolò Sancio colle migliori parole ch'ei seppe, e la eccitò che senza verun timore rendesse noto quanto erale avvenuto, assicurandola che procurerebbero tutti i modi di rimediarvi colla maggiore volontà e con tutti i mezzi possibili. |
| -« Es el caso, señores -respondió ella-, que mi padre me ha tenido encerrada diez años ha, que son los mismos que a mi madre come la tierra. En casa dicen misa en un rico oratorio, y yo en todo este tiempo no he visto que el sol del cielo de día, y la luna y las estrellas de noche, ni sé qué son calles, plazas, ni templos, ni aun hombres, fuera de mi padre y de un hermano mío, y de Pedro Pérez el arrendador, que, por entrar de ordinario en mi casa, se me antojó decir que era mi padre, por no declarar el mío. Este encerramiento y este negarme el salir de casa, siquiera a la iglesia, ha muchos días y meses que me trae muy desconsolada; quisiera yo ver el mundo, o, a lo menos, el pueblo donde nací, pareciéndome que este deseo no iba contra el buen decoro que las doncellas principales deben guardar a sí mesmas. Cuando oía decir que corrían toros y jugaban cañas, y se representaban comedias, preguntaba a mi hermano, que es un año menor que yo, que me dijese qué cosas eran aquéllas y otras muchas que yo no he visto; él me lo declaraba por los mejores modos que sabía, pero todo era encenderme más el deseo de verlo. Finalmente, por abreviar el cuento de mi perdición, digo que yo rogué y pedí a mi hermano, que nunca tal pidiera ni tal rogara...» | — Il caso è questo, o signori, rispos'ella: mio padre mi tenne rinchiusa per dieci anni continui, che tanti ne corsero da che mancò di vita la mia genitrice. Si celebra la messa in un bell'oratorio di casa mia, dove io intervengo, né altro veggo che il cielo risplendente di giorno, e asperso di stelle nelle tenebre della notte; non conosco né strade, né piazze, né templi, né anco uomini, eccettuato mio padre e mio fratello, e Pietro Perez, l'affittatore, che per vederlo frequentemente in mia casa, mi venne in capriccio di dire ch'era mio padre, e così non ho dichiarato il vero. Quel tenermi rinchiusa e negarmi di escire di casa, sino per andare alla chiesa, corrono molti mesi e giorni che mi fa vivere in somma afflizione. Avrei voluto vedere il mondo, od il paese almeno dove sono nata: parendomi che questa innocente mia voglia non offendesse il buon decoro con cui le donzelle nobili debbono guardare se stesse. Sappiate che quando si facevano caccie da tori, e che s'innalzavano steccati per rappresentar commedie, io domandavo al mio fratello (minore a me nella età di un anno solo), che mi desse conto e di questi e di altri divertimenti a me sconosciuti, ed egli me li dipingeva alla meglio, e tutto serviva ad accendere in me il desiderio di poterne godere. |
| Y tornó a renovar el llanto. El mayordomo le dijo. | Per abbreviarvi la storia della mia rovina, vi dirò che ho pregato e scongiurato mio fratello (così piacesse a Dio che non lo avessi mai né pregato né scongiurato),» e qui si rinnovò il pianto. Il maggiordomo le disse: |
| -Prosiga vuestra merced, señora, y acabe de decirnos lo que le ha sucedido, que nos tienen a todos suspensos sus palabras y sus lágrimas. | — Continuate pure, o signora, e finite di dirci quanto vi accadde, che noi siamo nella impazienza che ispirano i vostri detti e le vostre lagrime. |
| -Pocas me quedan por decir -respondió la doncella-, aunque muchas lágrimas sí que llorar, porque los mal colocados deseos no pueden traer consigo otros descuentos que los semejantes. | — Poco mi resterà a dire, rispose la donzella, ma molte lagrime mi resteranno a versare; ché i desideri mal collocati, altra mercede che questa non possono attendersi.» |
| Habíase sentado en el alma del maestresala la belleza de la doncella, y llegó otra vez su lanterna para verla de nuevo; y parecióle que no eran lágrimas las que lloraba, sino aljófar o rocío de los prados, y aun las subía de punto y las llegaba a perlas orientales, y estaba deseando que su desgracia no fuese tanta como daban a entender los indicios de su llanto y de sus suspiros. Desesperábase el gobernador de la tardanza que tenía la moza en dilatar su historia, y díjole que acabase de tenerlos más suspensos, que era tarde y faltaba mucho que andar del pueblo. Ella, entre interrotos sollozos y mal formados suspiros, dijo. | Erasi già insinuata nell'animo dello scalco l'avvenenza della donzella, il quale tornò ad avvicinarle la lanterna per nuovamente mirarla, e ciò facendo si accorse che non già lagrime le uscivano dagli occhi, ma perle o rugiada di prato, e ingrandivasi la fantasia; immaginando che fossero perle orientali, sicché stava ad attendere con ansietà che il caso di questa giovane tale non fosse quale volevano far supporre i suoi sospiri e i suoi pianti. Disperavasi il governatore del tanto ritardo che faceva la donzella a narrare compitamente la storia sua, e le insinuò che finisse di tenerli più oltre sospesi, giacché l'ora era tarda e molto restava da visitare nel paese. Ella fra interrotti singhiozzi e mal frenati sospiri, disse: |
| -« No es otra mi desgracia, ni mi infortunio es otro sino que yo rogué a mi hermano que me vistiese en hábitos de hombre con uno de sus vestidos y que me sacase una noche a ver todo el pueblo, cuando nuestro padre durmiese; él, importunado de mis ruegos, condecendió con mi deseo, y, poniéndome este vestido y él vestiéndose de otro mío, que le está como nacido, porque él no tiene pelo de barba y no parece sino una doncella hermosísima, esta noche, debe de haber una hora, poco más o menos, nos salimos de casa; y, guiados de nuestro mozo y desbaratado discurso, hemos rodeado todo el pueblo, y cuando queríamos volver a casa, vimos venir un gran tropel de gente, y mi hermano me dijo ''Hermana, ésta debe de ser la ronda aligera los pies y pon alas en ellos, y vente tras mí corriendo, porque no nos conozcan, que nos será mal contado''. Y, diciendo esto, volvió las espaldas y comenzó, no digo a correr, sino a volar; yo, a menos de seis pasos, caí, con el sobresalto, y entonces llegó el ministro de la justicia que me trujo ante vuestras mercedes, adonde, por mala y antojadiza, me veo avergonzada ante tanta gente. | — Termina la mia disgrazia e il mio infortunio colla preghiera che ho fatto a mio fratello che mi vestisse da uomo mediante uno dei suoi abiti, e che seco mi conducesse una notte a vedere tutto il paese quando nostro padre dormisse: ed importunato dalle mie istanze, condiscese al mio desiderio. Mettendomi indosso quest'abito, e vestendosi egli con uno dei miei, che gli sta come dipinto, perché non ha tuttavia pelo di barba, e tiene le sembianze tutte di bellissima donzella, questa notte (sarà adesso un'ora, poco più poco meno) siamo esciti di casa, e guidati dal nostro inesperto e inconsiderato raziocinio, ci siamo aggirati per tutto intorno al paese. Quando volevamo tornarcene a casa, vedemmo avvicinarsi un branco di gente, e il fratello mi disse: — Sorella, questo debb'essere la ronda, allunga il passo e metti le ali ai piedi e viemmi dietro correndo, affinché non siamo scoperti, che ne avremmo assai biasimo. Detto questo voltò le spalle e cominciò non dico a correre ma a volare. Per la paura non avevo io fatti sei passi che caddi, e in quel punto mi raggiunse il bargello che mi ha condotto al cospetto delle signorie vostre, dove come giovane cattiva e capricciosa, adesso mi trovo con mia estrema vergogna. |
| -¿En efecto, señora -dijo Sancho-, no os ha sucedido otro desmán alguno, ni celos, como vos al principio de vuestro cuento dijistes, no os sacaron de vuestra casa. | — Insomma, disse Sancio, non vi è accaduto, o signora, altra disgrazia che questa, né altra gelosia vi ha cacciata di casa, come pareva dal principio del vostro discorso? — Niente altro, ella rispose: non la gelosia ma la voglia di vedere il mondo, ed anche questa era confinata a vedere soltanto le strade di questo paese.» |
| -No me ha sucedido nada, ni me sacaron celos, sino sólo el deseo de ver mundo, que no se estendía a más que a ver las calles de este lugar. | La verità di quanto aveva esposto si raffermò al sopraggiungere del suo fratello, colto egli pure dagli sgherri quando era fuggito unitamente alla sorella. |
| Y acabó de confirmar ser verdad lo que la doncella decía llegar los corchetes con su hermano preso, a quien alcanzó uno dellos cuando se huyó de su hermana. No traía sino un faldellín rico y una mantellina de damasco azul con pasamanos de oro fino, la cabeza sin toca ni con otra cosa adornada que con sus mesmos cabellos, que eran sortijas de oro, según eran rubios y enrizados. Apartáronse con el gobernador, mayordomo y maestresala, y, sin que lo oyese su hermana, le preguntaron cómo venía en aquel traje, y él, con no menos vergüenza y empacho, contó lo mesmo que su hermana había contado, de que recibió gran gusto el enamorado maestresala. Pero el gobernador les dijo | Non altro aveva indosso fuorché un gamurrino grazioso ed un guarnello di damasco turchino con passamani d'oro, né in capo teneva alcun velo, né lo adornavano altro che i suoi capelli, che parevano anella d'oro, tanto erano biondi e ricciuti. Il governatore, il maggiordomo e lo scalco lo condussero in luogo appartato, e senzaché sua sorella potesse udire, gli chiesero perché mai vestisse a quel modo. Egli allora con non minore vergogna e imbarazzo, ripeté il racconto già fatto da sua sorella; il che diede non poco piacere e soddisfazione all'invaghitosi scalco; ma il governatore allora disse: |
| -Por cierto, señores, que ésta ha sido una gran rapacería, y para contar esta necedad y atrevimiento no eran menester tantas largas, ni tantas lágrimas y suspiros; que con decir ''Somos fulano y fulana, que nos salimos a espaciar de casa de nuestros padres con esta invención, sólo por curiosidad, sin otro designio alguno'', se acabara el cuento, y no gemidicos, y lloramicos, y darle. | — Non è da negarsi, o signori che non sia stata questa la più solenne ragazzata, e per sapere questa scioccheria non occorre tirare tanto in lungo il discorso, né spargere tante lagrime, né mandare tanti sospiri, ma bastava dire: noi siamo il tale e la tale, esciti a passeggiar fuori della casa paterna così travestiti; per pura curiosità e senza alcun fine cattivo; né affibbiarvi tanti piagnistei e spasimi, e non finirla mai più. |
| -Así es la verdad -respondió la doncella-, pero sepan vuesas mercedes que la turbación que he tenido ha sido tanta, que no me ha dejado guardar el término que debía. | — Così è, disse la vergognosa donzella, ma sappiano le signorie loro che tanto grande fu il mio turbamento, che non mi lasciò conoscere il modo con cui dovessi condurmi. |
| -No se ha perdido nada -respondió Sancho-. Vamos, y dejaremos a vuesas mercedes en casa de su padre; quizá no los habrá echado menos. Y, de aquí adelante, no se muestren tan niños, ni tan deseosos de ver mundo, que la doncella honrada, la pierna quebrada, y en casa; y la mujer y la gallina, por andar se pierden aína; y la que es deseosa de ver, también tiene deseo de ser vista. No digo más. | — Non è nato alcun male, rispose Sancio, ma andiamcene: lasceremo vossignoria in casa di suo padre, il quale forse non si sarà accorto: ma da ora innanzi non vogliate l'uno e l'altra mostrarvi sì fanciulli e vogliosi di vedere il mondo: l'onesta donzella e la gamba rotta stanno in casa; e la donna e la gallina per andar attorno si perdono in una mattina: e quella che è desiderosa di vedere, desidera anche di essere veduta; e non vado avanti.» |
| El mancebo agradeció al gobernador la merced que quería hacerles de volverlos a su casa, y así, se encaminaron hacia ella, que no estaba muy lejos de allí. Llegaron, pues, y, tirando el hermano una china a una reja, al momento bajó una criada, que los estaba esperando, y les abrió la puerta, y ellos se entraron, dejando a todos admirados, así de su gentileza y hermosura como del deseo que tenían de ver mundo, de noche y sin salir del lugar; pero todo lo atribuyeron a su poca edad. | Il giovane ringraziò il governatore per la gentilezza che dimostrava di ricondurli a casa, e così si avviarono verso quella, che non era molto lontana. Vi giunsero, e il fratello tirando una pietruzza all'inferriata, subito scese la serva che li stava attendendo, ed aprì loro la porta. Entrarono eglino, lasciando maravigliato ognuno sì della loro gentilezza e venustà, come della brama che spiegarono di vedere il mondo di notte senza escire dal paese: ma li scusarono ed ogni cosa attribuirono alla loro età troppo ancora giovanile. |
| Quedó el maestresala traspasado su corazón, y propuso de luego otro día pedírsela por mujer a su padre, teniendo por cierto que no se la negaría, por ser él criado del duque; y aun a Sancho le vinieron deseos y barruntos de casar al mozo con Sanchica, su hija, y determinó de ponerlo en plática a su tiempo, dándose a entender que a una hija de un gobernador ningún marido se le podía negar. | Restò per altro lo scalco ferito nel cuore, e propose fra sé di chiedere in altro giorno la ragazza in isposa a suo padre, tenendo per certo che negata non gliel'avrebbe per essere egli dipendente dal duca. Entrò nel tempo stesso nella fantasia di Sancio di fare sposo il giovane della Gliana a Sancetta sua figliuola, e stabilì di pensarvi a tempo e luogo; dandosi a credere che niun marito negare si potesse alla figliuola di un governatore. |
| Con esto, se acabó la ronda de aquella noche, y de allí a dos días el gobierno, con que se destroncaron y borraron todos sus designios, como se verá adelante. | Terminò a questo modo la ronda di quella notte, ed il governo non durò che altri due giorni, con che furono tronchi e ridotti a nulla tutti i disegni da Sancio concepiti, come vedrassi più avanti. |